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La nascita di Erin la fata

Come fata Erin venne alla luce nel giardino dei Sorrisi del Regno di Sempre.

fiore.jpgFata Erin nacque nel Giardino dei Sorrisi del Regno di Sempre in un felice giorno di Sereno. Come ogni mattino, la regina Tecla e il re Ari stavano passeggiando nel giardino dei Sorrisi del palazzo reale. La regina Tecla amava, infatti, trasformarsi spesso in insetto e il giardino dei Sorrisi era il suo posto preferito per farlo.
Quel giorno il suo istinto aveva suggerito alla regina di trasformarsi in ragno e, sotto quella forma aveva perlustrato in lungo e il largo il giardino. 
Il re l’aveva fatta arrampicare sulla mano e, insieme, avevano condotto le loro ricerche. Ad un certo punto, però avevano iniziato a discutere animatamente.
La conversazione riguardava un argomento che stava molto a cuore ad entrambi: l’annuncio da parte dell’oracolo di corte dell’arrivo imminente di una bambina, che avrebbe ereditato il trono di Sempre dalla madre e il regno delle fate dal padre. L’oracolo aveva detto che l’avrebbero trovata in giardino proprio quel giorno ma non aveva spiegato dove.
Perciò re Ari e regina Tecla avevano cercato sotto ogni pianta, dentro ogni corolla, dietro ogni foglia o pietra ma della piccola non c’era traccia e la regina stava cercando di convincere il re a interrompere le ricerche per aspettare un segno.
Il re teneva la regina ragno in mano e gesticolava facendola scivolare da una parte all’altra del palmo, in maniera piuttosto buffa. Fu forse per questo che, improvvisamente, le piante del giardino cominciarono a sorridere. Per la sorpresa il re strinse il palmo dentro cui teneva la sua sposa ragno che, istintivamente, gli punse la mano inoculandogli il suo potente veleno.
Comprendendo cosa avesse combinato, le regina riprese le sembianze originarie e andò in aiuto del re spremendo via il veleno dalla sua mano. Fu allora che una goccia di sangue di re fatato misto a veleno di ragno stregato sprizzò via vaporizzandosi nell’aria in un turbinio di goccioline di luce che si addensarono attorno ad una figurina splendente.
Con grande stupore, il re e la regina si strinsero l’uno all’altra guardando trepidanti quell’essere luminoso. Le piante del giardino sorrisero  di nuovo salutando la nuova arrivata: “Benvenuta Erin, futura regina delle fate e del regno di Sempre”.
Fata Erin sollevò la testolina riccioluta, guardò i suoi genitori con occhi verdi come il giardino in cui si trovava e, da quel giorno, i tre furono una cosa sola.

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