Erin la fata

magiche avventure nella terra di Sempre

   mar 26

La nascita di fata Erin

Come fata Erin venne alla luce nel giardino dei Sorrisi del Regno di Sempre.

Fata Erin nacque nel Giardino dei Sorrisi del Regno di Sempre in un felice giorno di Sereno.
Come ogni mattino, la regina Tecla e il re Ari stavano passeggiando nel giardino dei Sorrisi del palazzo reale. La regina Tecla amava, infatti, trasformarsi spesso in insetto e il giardino dei Sorrisi era il suo posto preferito per farlo.
Quel giorno il suo istinto aveva suggerito alla regina di trasformarsi in ragno e sotto quella forma, assieme al suo sposo, aveva perlustrato in lungo e il largo il giardino.
Il re l’aveva fatta arrampicare sulla mano e, insieme, avevano condotto le loro ricerche. Ad un certo punto, però avevano iniziato a discutere animatamente.
La conversazione riguardava un argomento che stava molto a cuore ad entrambi: l’annuncio da parte dell’oracolo di corte dell’arrivo imminente di una bambina, che avrebbe ereditato il trono di Sempre dalla madre e il regno delle fate dal padre.
L’oracolo aveva detto che l’avrebbero trovata in giardino proprio quel giorno ma non aveva spiegato dove.
Perciò re Ari e regina Tecla avevano cercato sotto ogni pianta, dentro ogni corolla, dietro ogni foglia o pietra ma della piccola non c’era traccia e la Regina stava cercando di convincere il Re a interrompere le ricerche per aspettare un segno.
Il Re teneva la regina ragno in mano e gesticolava facendola scivolare da una parte all’altra del palmo, in maniera piuttosto buffa. Fu forse per questo che, improvvisamente, le piante del giardino cominciarono a sorridere.
Per la sorpresa il re strinse il palmo dentro cui teneva la sua sposa ragno che, istintivamente, gli punse la mano inoculandogli il suo potente veleno.
Comprendendo cosa avesse combinato, le regina riprese le sembianze umane e andò in aiuto del suo sposo.
Senza indugi, regina Tecla prese la mano del re e ne spremette via il veleno. Fu allora che una goccia di sangue fatato misto a veleno di ragno stregato sprizzò via vaporizzandosi nell’aria in un turbinio di goccioline di luce che si addensarono attorno ad una figurina splendente.
Con grande stupore, il re e la regina si strinsero l’uno all’altra guardando trepidanti quell’essere luminoso. Le piante del giardino sorrisero  di nuovo salutando la nuova arrivata: “Benvenuta Erin, regina delle fate e del regno di Sempre”.
Fata Erin sollevò la testolina riccioluta, guardò i suoi genitori con occhi verdi come il giardino in cui si trovava e, da quel giorno, i tre furono una cosa sola.

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   nov 16

Erin la Fata

ERIN-LA-FATAErin la fata porta la Luce e aiuta gli altri. Vive sulla Terra ma in una dimensione diversa da quella degli umani. Questo luogo, in cui la magia è una realtà, si chiama terra di Sempre, ed è governato dai genitori di Erin la fata, re Ari e regina Tecla. La piccola principessa vive mille avventure e, a tempo perso, studia le arti magiche e del buon governo perché, in quanto primogenita fatata, un giorno dovrà regnare al posto dei suoi genitori. Ma, fino ad allora, ogni scusa è buona per giocare e divertirsi con i suoi fratelli, fata Kaka e fata Petrino, in compagnia delle altre creature del regno.

Erin la fata può vedere il mondo degli umani e comunicare con loro attraverso i sogni e le fantasie delle menti più illuminate o quelli dei bambini. Può essere sognata involontariamente o entrare di sua sponte nel mondo onirico di un umano che abbia bisogno del suo aiuto.

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   giu 30

Fata Kaka e fata Petrino

Il giorno in cui videro la luce fata Kaka e fata Petrino nel Giardino dei Sorrisi.

Era una bella giornata di Sereno nella Terra di Sempre quella volta che fata Erin si svegliò con una strana sensazione alle ali. Aveva come un solletichino che la faceva sorridere e saltellare senza tregua e più provava a soffiare, scrollare, accarezzare o grattare le sue alucce e più il solletico aumentava… Cosa mai le stava succedendo?
Fata Erin decise di raccontare quella strana sensazione a Re Ari e alla regina Tecla perció  si diresse decisa al Giardino dei Sorrisi dove i suoi genitori erano soliti passeggiare quando non si dedicavano alle questioni di governo. In quelle occasioni di svago privato la regina, che poteva trasformarsi in qualunque animale, si trasformava in insetto e il re la seguiva prendendola di tanto in tanto in mano per farla riposare.
Ma ciò che fata Erin vide quel mattino, giungendo nel giardino dei Sorrisi, fu una scena davvero preoccupante: la regina, che aveva preso le sembianze di un ragno, stava pungendo ripetutamente re Ari sulla mano! Per nulla disturbati dal suo arrivo i reali sposi la salutarono: “Oh figlia, ben svegliata, ahi,  ti aspettavamo, ahi ahi – disse re Ari – l’oracolo dice che oggi arriveranno i tuoi fratelli”. “Ma, fino ad ora, non si sono fatti vivi -aggiunse sua madre- eppure sto pungendo tuo padre esattamente come accadde quella mattina in cui nascesti tu”.
La nascita di fata Erin era stata, infatti, davvero prodigiosa e re Ari e regina Tecla pensavano che i suoi fratelli sarebbero nati allo stesso modo.
“Capisco, ihihih, ma io, in verità, ihihih, sono venuta a chiedervi un rimedio per il solletico”, rispose ridacchiando fata Erin.
A queste parole, le piante del giardino cominciarono a sorridere e le ali di fata Erin furono scosse da un fremito irrefrenabile, quasi avessero vita propria.
Qualcosa stava per accadere.
La fatina cominciò a ridere e a scuotersi così tanto che dalle sue ali si sprigionò una polvere luminosa che la avvolse in una densa nube dorata. Quando la nuvola si diradò, alle spalle di fata Erin comparvero due esserini luminosi con i suoi stessi occhi verdi e con morbidi riccioli viola.
“Io sono Kaka e lui è Petrino- si presentarono i nuovi arrivati. Il re Ari gonfiò il petto pieno d’orgoglio, Fata Erin battè festosamente le manine al colmo della gioia e la regina riprese le sue sembianze originali per poter abbracciare i suoi figli.
Da quel giorno regina Tecla, re Ari, fata Erin, fata Kaka e fata Petrino furono una cosa sola.